La cultura e le arti
Venerdì 26 giugno dalle ore 10 alle 18.30, in Via dei Monti di Pietralata 16, nell'ambito del progetto "weReurope" l'Associazione Arci presenta la seconda Conferenza sul Dialogo Interculturale La cultura e le arti. Percorsi di apprendimento permanente e ambienti creativi per la crescita e l'inclusione interculturale che vedrà coinvolti rappresentanti di 11 paesi europei (tra partner ed esperti), tre artiste migranti (un’insegnante di danza Rom, una video-artista dell’Ecuador e un’attrice del Camerun e un pubblico italiano composto da rappresentanti di associazioni, Ong, enti di formazione, università popolari, sindacati, associazioni di migranti.
Programma:
10: Apertura dei lavori a cura di un rappresentante dell’Eacea (Agenzia esecutiva per l’istruzione, gli audiovisivi e la cultura) o messaggio di apertura (letto) – Benvenuto ai partecipanti 10.20 Introduzione: il progetto weReurope, i partner e i loro ruoli, gli osservatori 10.45 “Il Tappeto dei Simboli e delle Memorie” (presentazione dei partecipanti) con oggetti provenienti da Italia, Malta, Spagna, Portogallo o Francia 11.45 Coffee break 12.00 Sessione plenaria: contributi di esperti internazionali sul tema dei gruppi marginalizzati, dell’espressione artistica e culturale come competenza chiave nell’apprendimento permanente - Pedro Aguilera Cortés (Spagna), Clara Camacho (Portogallo), Joseph Giordmaina (Malta) 12.45 Interventi/contributi dei partecipanti (con domande e world café) 13.15 Pranzo 14.15 Introduzione ai workshop 14.30 Inizio di tre laboratori paralleli: Romamor: laboratorio di danza Rom condotto da Sevla Sejdic La mia terra, la vostra terra: laboratorio di teatro condotto da Felicité Mbezele Le arti visive come Key-Arts: laboratorio di video-arte condotto da Maria Rosa Jijon. In ogni laboratorio le artiste (tre donne migranti) avranno la funzione di “formatrici”, in collaborazione con uno/due weReurope osservatori-partecipanti (responsabile/i del Diario dell’esperienza) 17.00 Coffee break: distribuzione/compilazione dei questionari di valutazione per i partecipanti 17.30 Relazione dei Diari in seduta plenaria: condivisione e commenti attraverso i feedback degli osservatori 18.30 Fine dell’incontro
Associazione ARCI - Direzione Nazionale via dei Monti di Pietralata, 16 tel 06 41609279
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www.weReurope.eu
Ormai nei cantieri si parla romeno
I dati della Cassa edile Ormai nei cantieri si parla romeno di Giuseppe Taccini
Romeno. Tra i 18 e i 35 anni. Segni particolari: operaio comune. È l’identikit della manodopera edilizia di Roma e Provincia che nell’ultimo triennio ha visto una forte crescita dei lavoratori stranieri. Dal 6,8 per cento del totale dei lavoratori iscritti alla Cassa edile del 1998 si passa al 49,9 del 2008. Un balzo in avanti straordinario che, valutato sotto l’aspetto numerico - dai 1874 si arriva ai 31.904 - rende ancor più l’idea del boom di lavoro straniero che sta caratterizzando la Capitale e il territorio limitrofo. La parte del leone la fanno i romeni che rappresentano il 75 per cento del totale dei lavoratori provenienti dall’estero e che hanno sostituito nel tempo polacchi e albanesi, prevalenti una decina di anni fa. I comuni più abitati dagli operai dopo Roma, con più di 20mila unità (con particolare presenza nei municipi 8 e 13), sono Guidonia Montecelio, con 1617 lavoratori e Velletri (1340). L’insieme dei dati, forniti dalla Cassa edile di Roma e Provincia nel corso del primo rapporto annuale sull’occupazione nel settore edile a Roma, presentato a Palazzo Rospigliosi, indica come sempre più italiani si rifiutano di impiegarsi nel settore dell’edilizia. «I lavoratori italiani occupano una fascia medio-alta di età, sopra i 45 anni, mentre gli stranieri prevalgono in quella medio-bassa, dai 18 ai 35 anni - spiega Edoardo Bianchi, presidente della Cassa edile romana - Questo chiaramente significa che c’è una sempre maggiore ritrosia da parte dei nostri connazionali a svolgere certe mansioni». In 50 anni di attività, appena festeggiati, la Cassa edile ha registrato un trend positivo, soprattutto negli ultimi 10 anni: dalle 4.491 imprese per 27.361 lavoratori del 1998 si passa alle 11.544 imprese per 63.092 lavoratori del 2008. L’arrivo in massa di manodopera dall’estero ha prodotto una progressiva dequalificazione del lavoro: gli operai comuni rappresentano oggi il 47,3 per cento del totale contro il 28,6 del 1998. Si assiste negli ultimi 5 anni a un’impennata del lavoro part-time: dai 3mila lavoratori del 2003, pari al 10, per cento si passa ai 9500 del 2008, esattamente il 22,6 per cento. La crisi ha inciso anche nel settore edilizio: paragonando il primo semestre di quest’anno con quello dello scorso anno, risulta una diminuzione di tre milioni di ore lavorate per una media per lavoratore di 112 ore mensili e 1344 annuali. L’incubo disoccupazione è dietro l’angolo se non si interviene con strumenti adeguati: «Sarebbe banale chiedere più risorse. Una cosa che invece si può chiedere a tutti gli enti locali è una maggiore celerità nello svolgimento delle istruttorie per le varie autorizzazioni - precisa il presidente della Cassa edile di Roma -. Altrimenti si rischia a ottobre la disoccupazione di qualche milione di persone, tra l’edilizia diretta e quella indotta. Come imprenditori, abbiamo la percezione che questo problema non viene vissuto adeguatamente dalla pubblica amministrazione. Per una pratica che può essere istruita in 10 giorni, oggi servono 4 mesi. E non va bene». A preoccupare chi lavora nell’edilizia è anche la scarsità delle commesse pubbliche rispetto a quelle private: «I lavori pubblici non decollano, il Comune di Roma ha fatto 30-40mila appalti l’anno scorso ma nel mese di agosto per esempio il lavoro è stati pari a zero» chiarisce Sandro Grugnetti, vicepresidente della Cassa edile.
Fonte: Il Giornale.
Roma si libra / Festa dell’editoria romana
Partecipazione dell’Accademia di Romania in Roma a Roma si libra / Festa dell’editoria romana 1 / 2 / 3 Luglio 2009 / Piazza del Popolo
1 LUGLIO 2009 Ore 11.00 Presentazione libro "Il Cavaliere della rassegnazione" di Horia Vintilă / Il Cerchio 2009
La Casa Editrice Il Cerchio ha pubblicato una nuova edizione in lingua italiana del grandioso romanzo di Vintila Horia Il Cavaliere della rassegnazione, con un'inedita e feconda Introduzione di Franco Cardini, medievista di fama internazionale.
Anche ad una successiva rilettura, si tratta di un'edizione pregiata per un testo di assoluta contemporaneità, che indaga sui rapporti tra l’Europa e l’Islam, e tra l’Oriente e l’Occidente: tutti temi di grande attualità.
Horia Vintilă è nato a Segarcea nel 1915. Dal 1948 si trasferisce in Argentina dove insegna all'università di Buenos Aires e dal 1953 in Spagna ove vive fino alla sua morte. Nel 1960 vince il Premio Goncourt con il suo libro Dio è nato in esilio. Fra i suoi libri più noti pubblicati in Italia, oltre a Dio è nato in esilio, La donna dell'Apocalisse, Il cavaliere della rassegnazione, Gli Impossibili, La settima lettera (sulla vita di Platone), Guida alla lettura di Ovidio e Diario di un contadino del Danubio.
Ore 18.00 Presentazione libro "Perché amiamo le donne" di Mircea Cărtărescu / Voland 2009
A fronte di un quotidiano grigiore che talvolta rende inaccettabile la nostra stessa esistenza, si ritrova qui in ogni racconto un seme di ‘eccezionalità’, che produce frutti sorprendenti e si cela in ciò che è ‘ordinario’. Un omaggio – spesso nell’accezione più concreta, sentimentale ed erotica – tributato alle donne per il solo fatto “di essere donne”. Storie raccontate in maniera divertente e raffinata da un narratore la cui vita assomiglia, quasi fossero due gocce d’acqua, a quella di Mircea Cărtărescu, autore dallo stile ricercato, apprezzato dal pubblico e dalla critica.
Mircea Cărtărescu è nato a Bucarest nel 1956. È considerato uno dei più interessanti scrittori dell’Est Europa, e sicuramente il più importante autore romeno contemporaneo. I suoi libri sono stati tradotti in tutte le maggiori lingue europee. Dello stesso autore Voland ha già pubblicato Travesti (2000), Nostalgia (2003) con il quale Cărtărescu si è aggiudicato il prestigioso Premio Acerbi nel 2005, e Abbacinante. L’ala sinistra (2007).
Ore 19.00 Presentazione libro "La farfalla dalle ali bruciate" di Stefan Damian / Edizioni Nemapress 2009
Metafora della soggezione a un despota, reale o immaginario, politico o sentimentale, La farfalla dalle ali bruciate si Stefan Damian può significare la morte della fantasia, ma, prima di tutto, l’agonia della libertà.
Stefan Damian è nato a Hodos – Bodrog, Arad, nel 1949, laureato in lettere italiane romene all’Università di Cluj dove insegna l’italiano. E’ autore di diversi saggi dedicati alla letteratura italiana tra cui Federigo Tozzi, Una lezione contestuale (2000), Le versioni romene del Cantico di Frate sole (2001), Lettere dai tempi di guerra (2006).
Ore 20.00 Performance A: FLORILEGIUM!CHE FARE?_ Reloaded! / a cura di CA.BRO A: Teatrillo Pessimo Parrocchiale / Gianni Piacentini & Artisti§Innocenti
2 LUGLIO 2009 Ore 20.00 Performance B: FLORILEGIUM!CHE FARE?_ Reloaded! / a cura di CA.BRO B: Loquenzi a Biavati / Ilaria Loquenzi e Andrea Biavati
3 LUGLIO 2009 Ore 20.00 Performance C: FLORILEGIUM!CHE FARE?_ Reloaded! / a cura di CA.BRO C: SENZA SCORE / John Cascone e Paolo Assenza
FLORILEGIUM!CHE FARE?_Reloaded! aggiorna la rassegna performativa presentata all’Accademia di Romania durante la mostra internazionale Spazi Aperti, adattandosi ad una nuova lettura del luogo per aprire attraverso un dialogo performativo uno spazio di riflessione sulla parola come strumento di analisi del reale.
Fonte: Accademia di Romania
Fiumicino, investito da auto dopo discoteca: morto 20enne
Un romeno di 20 anni è morto la scorsa notte a Fiumicino a seguito di un incidente stradale. Secondo una ricostruzione delle forze dell'ordine il giovane stava attraversando via dell'Aeroporto di Fiumicino all'altezza di via della Scafa, intorno alle 3.40 quando è stato preso in pieno da una auto, una Nissan Qashqai alla cui guida c'era una donna di 34 anni. Molto probabilmente il romeno era uscito da poco da una discoteca. Sul posto i carabinieri del gruppo di Ostia e i sanitari del 118. Fonte: La Repubblica.
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